GIOVANISSIMI REGIONALI A. Gialloblù super, verso le finali! Applausi anche per il Centro Schuster

La gara in cui i ragazzi di mister Molinelli vincono 3-0 sui milanesi consolida il 4° posto cremasco verso le finali. Ecco il racconto del match e un interessante zoom sulla società milanese

Di Redazione | Sabato, 08 Aprile 2017 09:36

A cura di Massimo Silvani

 

GIOVANISSIMI REGIONALI A

Si entra nel vivo della stagione del campionato Giovanissimi Regionali A.

Una Pergolettese lanciata verso la qualificazione alle finali di categoria, ospita, al centro sportivo “Aldo Bertolotti”, la formazione milanese del Centro Schuster, squadra che occupa l’ottavo posto della graduatoria ma con un notevole distacco dai gialloblu posizionati al 4° posto.

 

 

IL CENTRO SCHUSTER: EDUCAZIONE AI VALORI DELLO SPORT SUPPORTATI DA UN MAESTRO D’ECCEZIONE!

“Accoglienza”, questa la parola chiave che il Direttore Padre Lodovico Morell S.J. scelse come parola chiave all’apertura di questo centro giovanile che fu costruito nella seconda metà degli anni cinquanta nella parte est di Milano, zona Parco Lambro, grazie alla benedizione proprio dell’allora arcivescovo di Milano Padre Ildefonso Schuster, a cui si decise di intitolare il centro, inaugurato pochi giorni dopo la morte del cardinale.

“Seguiamo alla lettera le linee guida del nostro padre fondatore”, ci spiega il mister dei Giovanissimi Regionali A, Daniele Asmonti, “Nel nostro centro accogliamo tutti. Chiunque voglia fare attività fisica (la società è una polisportiva, ndr) in modo sano e secondo i valori dello sport, da noi è ben accetto. La richiesta è ovviamente notevole, da qui la scelta di formare le squadre in base al livello prestativo dei vari atleti, in modo da avere formazioni omogenee in cui tutti i ragazzi possano trovare spazio. 28 sono le squadre totali, dalla scuola calcio alla prima squadra. Oltre ad accogliere chiunque si presenti al centro, la nostra filosofia è quella, allo stesso tempo, di non cercare talenti altrove, chi dovesse abbandonare le squadre della nostra società, viene sostituito da altri ragazzi già tesserati da noi o da nuovi atleti che si offrono”.

Un progetto impegnativo che spesso trova ostacoli dovuti soprattutto al confronto con società che non si impongono filosofie restrittive:” Siamo circondati da società di alto profilo a livello giovanile, gemellate anche con club professionistici, che sono pronte a buttarsi sui primi talentini che crescono nel circondario, capita anche a noi di farne le spese, è capitato di crescere giocatori veramente interessanti ma che poi scelgono di proseguire la carriera in società con obiettivi diversi dai nostri, più intriganti per chi vuole affermarsi nel calcio”.

 

 

Questo aspetto introduce alla spiegazione delle vere finalità del Centro Schuster: ”L’educazione allo sport e la formazione sono il primo obiettivo che la nostra realtà si pone, non ci interessa formare giocatori di talento per scalare le classifiche e le categorie, noi puntiamo a crescere giocatori che condividano i nostri valori e li trasmettano alle generazioni future, il target è quello di preparare i ragazzi in modo tale che quando crescano possano si giocare in prima squadra, una delle poche in cui i tesserati pagano una quota annua, ma che al contempo si mettano a disposizione della società diventando allenatori, formatori o dirigenti, per creare così una grande famiglia che si rigenera nel tempo”. Un progetto assolutamente entusiasmante per chi ama lo sport, impossibile non sentirsi coinvolti in una realtà come questa, che non trascura la preparazione e la formazione dei propri tecnici: ”La società è molto attenta alla scelta dei formatori, si cercano figure laureate in scienze motorie e dotate di patentino rilasciato dal settore tecnico FIGC, abbiamo un coordinatore del settore giovanile che assiste i vari tecnici”.

Un lavoro arduo con 28 squadre: ”Ovviamente è impossibile seguire con continuità tutte le formazioni, ma viene data molta fiducia allo staff dirigenziale di ogni squadra, che lavora comunque secondo le linee guida concordate ad inizio stagione”.

Entrando nel dettaglio del lavoro sul campo, il mister ci spiega su come preferisce lavorare: "Mi piace molto il calcio propositivo, in particolare amo che la squadra si disponga in modo da creare rombi all’interno del terreno di gioco in modo da generare il maggior numero possibile di soluzioni a chi porta palla. Siamo molto fortunati qui al Centro Schuster, perché la società mette a disposizione dei mister la possibilità di seguire corsi di formazione ed aggiornamento condotti da Mario Beretta, allenatore in Serie A al Chievo, Parma e Siena, e che in gioventù allenò proprio le giovanili del Centro Schuster, a cui è rimasto molto legato ed offre la propria preparazione, esperienza e cultura calcistica a noi istruttori”.

 


LA PARTITA

PERGOLETTESE - CENTRO SCHUSTER 3 - 0 

PERGOLETTESE: Cavallanti, Mazzola, Tosi, Reali, Bombelli, Nossa, Cupello, Mustafaraj, Aresi, Barbieri, Piccinelli.
Subentrati: Confuorto, Calgaro, Viganò, Fontana, Coti Zelati, Lupo Stanghellini, Vailati.
Allenatore: Andrea Molinellli

CENTRO SCHUSTER: Beretta, Pescarolo, Rodriguez, Bolzoni, Caniato, Omodei, Cerretti, Lombardo, Ravaccia, Poli, Spagnoli.
Subentrati: Traina, El Shal, Mariani, Bozzato, Palavera, Falcioni.
Allenatore: Daniele Asmonti

Parte forte la Pergolettese che, seppur priva del talento di Sperolini, cerca subito il proprio gioco secondo i dettami di mister Molinelli, rete fitta di passaggi, smarcamenti ed inserimenti in verticale. Dopo 2 minuti i gialloblu mettono subito la freccia, cross dalla sinistra raccolto dal mediano Nossa, che si inserisce col tempo giusto e gonfia la rete.

Il Pergo non si accontenta e preme sull’acceleratore, la manovra è fluida e di grande qualità, il 4-2-3-1 di base schierato da Molinelli si traduce in campo in un sistema molto dinamico, il trequartista Barbieri si abbassa spesso a dettare i tempi di gioco, gli esterni alti si accentrano per ricevere palla tra le linee e dialogare con la punta Aresi, vero e proprio centravanti che abbina fisico e tecnica, liberando le fasce alle scorribande degli esterni bassi Mazzola e Tosi, a completare l’orchestra ci sono gli inserimenti alternati dei due mediani, la sinfonia è travolgente, la squadra gialloblu riesce a portare ben 7 elementi negli ultimi 25 metri (FOTO1).

 

 

La supremazia sul campo è legittimata dalle occasioni da rete, da segnalare una traversa di Barbieri ed una conclusione dello stesso numero 10 locale parata da Beretta dopo un’azione da manuale che parte dalla catena sinistra dello schieramento e si conclude con la sponda di Aresi per l’inserimento del trequartista gialloblu. Il primo tempo si conclude col punteggio di 1-0, che sta molto stretto ai locali, ma la seconda frazione si apre con lo stesso tema di base, Pergo, oggi più che mai in versione “Cannibale”, che macina gioco e Centro Schuster costretta a difendere nella propria metà campo.

Il raddoppio arriva a metà tempo grazie alla conclusione da fuori area di Nossa che, doppietta a parte, ha impressionato per posizione, scelte e tempi di gioco. La Pergolettese preme sull’acceleratore anche dopo la seconda rete, sulla destra Mazzola sovrappone costantemente e mette al centro palloni che non vengono sfruttati a dovere dai compagni, sulla sinistra Tassi va invece vicinissimo al gol dopo una pregevole azione individuale che Beretta respinge da campione con un intervento di puro istinto. La gara viene messa in ghiaccio nel finale dal calcio rigore di Bombelli che spiazza l’incolpevole portiere ospite.

Triplice fischio del direttore di gara ed applausi non solo dagli spalti: ”Esprimere il calcio messo in mostra oggi dalla Pergolettese penso sia il TOP che possa raggiungere un allenatore”, analizza in modo lucido Asmonti, "Noi facciamo un po’ fatica a raggiungere questo livello tecnico perché, come detto in precedenza, il continuo ricambio di giocatori, dovuto a gente che va e gente che arriva, non permette di avere continuità di lavoro sul gruppo, spesso i nuovi innesti non sono al pari di chi è già in rosa e si deve fare un passo indietro nella crescita tecnica individuale, questo rallenta un po’ la crescita generale del collettivo”.

Soddisfatto mister Molinelli: ”Un grande primo tempo in cui i ragazzi hanno espresso veramente il meglio di se, buona continuità di gioco anche nella ripresa”.

Due grandi realtà abbiamo conosciuto oggi, per chi opera nel settore giovanile c’è parecchia carne al fuoco da grigliare.

Non resta che accendere il fuoco…della PASSIONE CALCISTICA.

Tiramisù