PERGOLETTESE. I giovanissimi di mister Miatto e Molinelli: le linee-guida del nostro lavoro

Un interessante zoom sul lavoro dei Giovanissimi gialloblù: i Giovanissimi Regionali A di Andrea Molinelli e i ragazzi di mister Diego Miatto, impegnati ai Regionali Fascia B e nei Provinciali

Di Redazione | Sabato, 08 Aprile 2017 09:37

A cura di Massimo Silvani

 

Appena varcato il cancello del prestigioso impianto cittadino, il colpo d’occhio è notevole: 2 campi di calcio a 11 in erba naturale, tra cui spicca il campo principale dotato di un manto erboso morbidissimo, 1 campo a 7 in erba sintetica ed 1 campo a 5, anch’esso in erba sintetica.

Se un ragazzino a cui si spalanca questa vista, non ha come primo istinto quello di prendere la prima cosa sferica simile ad un pallone e condurlo per uno a scelta di questi prati , significa che il calcio non occupa le primissime posizioni della sua graduatoria dei sogni.

Chi può godersi questo splendido parco giochi calcistico è una delle società principe dell’intera provincia di Cremona a livello dilettantistico, l’U.S. Pergolettese. In particolare ci concentreremo sui Giovanissimi, vero fulcro del Settore Giovanile, la categoria che rappresenta il capolinea dell’Attività di Base e l’inizio del percorso agonistico che porta i ragazzi alla maturazione calcistica.

La Pergolettese propone due diverse squadre per questa serie, realizzate amalgamando ragazzi di diverse annate, ma simile grado di preparazione fisica e tecnica. Sono nate così, la squadra partecipante al campionato Giovanissimi Regionali A, affidata a mister Andrea Molinelli, e la squadra di mister Diego Miatto, che conta la bellezza di 28 atleti, iscritta a ben due campionati, il Regionale Fascia B ed il Provinciale: “Ritengo fondamentale l’impegno e la disponibilità che mostrano i ragazzi.”, esordisce mister Miatto,”oltre ai 3 allenamenti settimanali, essendo impegnati in due tornei, a molti ragazzi spesso capita di essere convocati sia il sabato pomeriggio per i Provinciali, che la domenica mattina per i Regionali, un impegno non indifferente!”.

 

 

La squadra, dopo aver vinto il girone autunnale del campionato Interprovinciale per annata pura 2003 (pur schierando parecchi 2004, ndr), è stata rinforzata dall’arrivo di alcuni elementi, per questo motivo è stato scelto di portare avanti questo percorso in modo da garantire continuità a tutti gli effettivi della rosa: ”La nostra è una categoria intermedia, nei Regionali A giocano i ragazzi di annata più alta (2002,ndr), con l’innesto dei ragazzi del 2003 che sono stati ritenuti già pronti ad affrontare un campionato di tale livello. Il mio compito è quello di formare al meglio i ragazzi per poter essere all’altezza del campionato regionale il prossimo anno. Abbiamo già in rosa parecchi 2004, chi riterremo all’altezza compirà da subito il salto, chi rimarrà in questa fascia ha già acquisito comunque solide basi per poter giocare un ottimo campionato e crescere ulteriormente in vista dell’anno successivo, in cui per loro sarà più facile essere all’altezza della categoria”.

Il lavoro sul campo non è facile con ben 28 atleti, ma mister Miatto, con il fondamentale aiuto di Gian Mario Cattaneo e Luca Curti, e del non meno importante lavoro del preparatore dei portieri Christian Cattaneo, svolgono con entusiasmo tre sedute settimanali in cui ci si concentra soprattutto sul pallone: “Siamo fortunati perché possiamo disporre di un intero campo solo per noi, a Monte Cremasco. Non abbiamo quindi problemi legati a spazi ridotti”, nel dettaglio, prosegue il mister, “a questa età ritengo molto importante iniziare ad allenare i ragazzi a giocare con il compagno e non singolarmente. Nelle fasce più basse del settore giovanile ci si concentra su tattica e tecnica individuale, da questa fascia ritengo fondamentale introdurre il concetto di collettivo. L’impronta che voglio dare alla squadra non è basata sulla conoscenza di moduli specifici e movimenti codificati , preferisco che i ragazzi imparino i principi di gioco e li mettano in pratica, a seconda della situazione che si crea in campo”.

Molto importante la considerazione fatta dal mister sulle doti dei singoli giocatori e le qualità da sviluppare: “Non esaspero il concetto del ruolo specifico, i ragazzi sono molto giovani ed in piena fase di crescita, nei prossimi anni potrebbero sviluppare diverse qualità rispetto al presente, non mi sembra corretto assegnare loro già un ruolo e specializzarli in quello, mi piace piuttosto abituarli a giocare in ruoli diversi in modo che acquisiscano più esperienze possibili, sempre rispettando le attitudini di ogni singolo giocatore”. Calza a pennello con questo concetto l’interessantissima esercitazione ci regala il mister come congedo, che consiglio vivamente di utilizzare ad allenatori di ogni categoria perché allena contemporaneamente l’esecuzione del gesto ed importanti componenti di smarcamento e tattica individuale in fase di possesso palla.

 

 

 

Giocatore in posizione 1 gioca palla verso Giocatore 2,
Giocatore in 2 riceve con controllo orientato e gioca in profondità a 3, dopo che 3 ha effettuato un movimento di apertura verso l’esterno,
Giocatore 3, dopo aver controllato il pallone, serve Giocatore 4 al centro, che effettua un velo con la palla che arriva a Giocatore 5, che controlla e fa ripartire l’azione verso Giocatore 6 andando nel verso opposto,
Giocatore 6 effettua un controllo orientato e gioca per Giocatore 7 che si smarca incontro, scarica e si apre verso l’esterno per ricevere il passaggio di Giocatore 6 che va a sostegno e mette palla nello spazio per Giocatore 7, il quale chiude il cerchio tornando alla posizione Giocatore 1. Il giocatore si sposta verso la postazione successiva dopo aver effettuato la giocata.

 

 

La squadra allenata da mister Molinelli è alle prese invece con un campionato diverso dal punto di vista sia tecnico che agonistico: ”La vera differenza è che nel nostro campionato oltre all’obiettivo vittoria si deve anche evitare la retrocessione. Questo porta inevitabilmente a maggior agonismo ed a maggior interesse nei risultati, non tanto da parte mia, che li metto all’ultimo posto nella graduatoria delle finalità del mio lavoro, ma da parte dei ragazzi che amano comunque sentirsi appagati per gli sforzi fatti e dalla società che, giustamente, tiene in particolar modo a difendere questa prestigiosa categoria. Alla crescita individuale dei ragazzi devo quindi far combaciare la costruzione di una squadra solida ed in grado di esser competitiva in ogni partita, compito non facile perché porta a delle scelte che, inevitabilmente, vanno a discapito di chi gioca meno, per questo ritengo importante creare un gruppo con determinati valori e capi saldi, in modo che si riesca a marciare compatti anche di fronte ad eventuali malumori, che possono nascere durante l’intero arco della stagione”.

Sembra molto determinato il mister nonostante il compito prospettatogli è tutt’altro che semplice, anche se molto stimolante: ”Il mio obiettivo principale è di insegnare ai ragazzi come comportarsi in campo, giocando un calcio propositivo, basato sul possesso palla e giocate sul corto per trovare la verticalizzazione al momento giusto. E’ importante l’incoraggiamento ai ragazzi e mostrarsi determinati e con idee ben precise, il ragazzo deve percepire di aver di fonte una persona preparata e che crede in ciò che insegna, altrimenti se non si è credibili è dura insegnare!”.

Il lavoro settimanale si articola in tre sedute di allenamento in cui il comune denominatore è unico: il pallone: “Gli allenamenti voglio che siano coinvolgenti, mai noiosi! Il ragazzo si deve divertire, così impara meglio. Ritengo che la tattica individuale sia fondamentale, propongo spesso situazioni di 1vs1 e 3vs3 per allenare la gestione di situazioni che si ripresentano in partita in ogni angolo del terreno di gioco, queste tipologie di esercizio stimolano contemporaneamente tutta una serie di componenti fisico-atletiche che non dovranno esser così allenate in modo specifico con lavoro a secco.

La mia impronta di gioco è, come detto, basata sul fraseggio ed il gioco propositivo, non utilizzo moduli fissi, do un’impronta tattica in base alle caratteristiche di ogni singolo giocatore, che può comunque esser modificata durante l’anno, non preparo mai una partita in funzione dell’avversario di turno, è importantissimo che i ragazzi sappiano leggere le situazioni con i mezzi forniti dall’allenatore e che si adeguino al contesto di gioco”, importante anche il richiamo del mister alle strutture a disposizione per gli allenamenti: ”Il campo sintetico è un alleato importante per allenare la tecnica, giocando sempre su questa superficie i ragazzi sono migliorati molto nel controllo palla”.

L’analisi tecnica della categoria si conclude con una riflessione sul passo successivo che dovranno compiere i ragazzi. Sono chiarissime a mister Molinelli le qualità importanti per far più strada possibile: ”Non si può prescindere dal lavoro, dalla forza di volontà e dall’avere la testa giusta, se manca una di queste tre cose non approfondiamo nemmeno il discorso tecnico”, ma se il giocatore c’è… ”In questo caso non amo soffermarmi, come molto in voga al giorno d’oggi, sulla fisicità. ll mio credo calcistico mi porta a ritenere più importanti la tecnica ed il pensiero di gioco, per questo dico che le prime doti che valuto in un calciatore di prospetto sono l’idea che uno ha del gioco e la visione periferica, penso che da queste capacità si riesca a intuire quale potrà essere il livello del giocatore che si ha di fronte”.

 

 

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