SPINESE ORATORIO. Il pagellone della stagione 2016/2017

Una salvezza straordinaria per i rossoverdiblù: dalla sagacia tattica di mister Avanzi ai 15 centri di Longaretti, il tutto all’interno di un contesto di gruppo che è stata la vera arma in più di questa formazione

Di Stefano Provenzi | Venerdì, 02 Giugno 2017 09:43

PORTIERI

MICCOLI 8. La sua esperienza pluriennale tra Promozione e Prima è stata fondamentale per la gestione del reparto difensivo. Una fama nel Cremasco consolidata con interventi di grande spessore. “Il problema non è quando è in campo, ma in panchina” – dicono i compagni - “Incinta il gruppo fino allo svenimento: non lo si può tenere fermo neanche con la camicia di forza”.

BRAMBILLA 8. Non era semplice convivere con l’alternanza con Miccoli, ma Brambilla si è superato, trovando modo di migliorarsi e alzando così ulteriormente l’asticella delle sue prestazioni. I tre penalty neutralizzati in stagione lo hanno consacrato come bestia nera dei rigoristi di Prima Categoria.


DIFENSORI

CONCA 8. Un addio al calcio celebrato come una favola da tutto il mondo spinese. Chiude la carriera con la fascia di capitano al braccio, sommerso da una standing ovation riservata solamente ai quei campioni che hanno lasciato un ricordo indelebile nel cuore di tutti. Duttile in campo, inamovibile come uomo spogliatoio.

INVERNIZZI 7. Altro elemento importante per la sua duttilità in campo, non è partito sempre titolare, ma quando ha avuto la chance per scendere in campo ha dato ogni volta il massimo e con discrete prestazioni. Altra colonna del super spogliatoio spinese.

GUERCETTI 7. Dopo l’ottimo annata in Seconda Categoria, si era curiosi di vedere se anche in Prima avrebbe potuto confermare la sua buona media di rendimento. I problemi di lavoro gli impediscono di ritagliarsi una chance quest’anno. Rimandato alla prossima stagione, ma con ottime sensazioni.

LORENZETTI 8. L’operazione all’appendice di inizio campionato sembrava averlo tagliato fuori dai giochi ed in effetti la squadra ha risentito dell’assenza del suo capitano. Il suo rientro ha riportato morale al gruppo e sicurezza in zona arretrata. Girone di ritorno di grande spessore.

MARABOLI 7,5. Esterno destro di ottima fattura, sarà un giocatore difficile da sostituire per la Spinese ora che è ufficiale il suo trasferimento all’Excelsior Vaiano. Torna a casa con in tasca un biglietto da visita prestigioso come la salvezza conquistata quest’anno.

RIZZI 8,5. È lui la vera rivelazione dell’anno insieme a Longaretti. Giocatore di grande personalità, ha ricoperto tutti i ruoli del reparto arretrato senza mai far calare la qualità delle sue prestazioni. Tolti i goal del Longa, è possibile assegnare a Rizzi la fascia di “uomo dell’anno Spinese”.

SCARPELLI 7,5. Giunto nella sessione di mercato di dicembre, si è subito calato nella parte, o come terzino, o come centrale della difesa a tre. Tanta voglia di riscatto per lui dopo le panchine di Fara, ripagata con la rete del 2-2 al Secugnago. Finale di stagione in calando, ma ha sicuramente tolto castagne bollenti dal fuoco alla Spinese sia per la casella giovane che per la bontà delle sue doti calcistiche.

CRESPIATICO 7. L’infortunio di inizio stagione alla caviglia ha compromesso quasi totalmente il campionato del giovane esterno rossoverdeblù. Adatto in parecchie partite da terzino basso, si è saputo calare nella parte con grande spirito di sacrificio. Nonostante l’annata sofferta a livello fisico, rimane uno dei giovani su cui la società punta maggiormente per il futuro.

 

CENTROCAMPISTI

FRANCHI 8. Dopo aver retto le sorti della mediana spinese nelle stagioni in Seconda, si conferma il playmaker fondamentale di questa formazione anche in Prima Categoria. Visione di gioco, inserimenti senza palla e un buon tiro dal limite: giocatore imprescindibile.

GERLINI 7. Altro giocatore colpito dalla maledizione degli infortuni come Crespiatico. Necessita di continuità per avere un giudizio completo, ma rientra nella lista dei tanti giocatori che, nonostante le condizioni fisiche non gli permettessero di scendere in campo, si sono sempre allenati con impegno per il bene della squadra.

BOTTONI 7. Proveniente dalla Juniores della Lusiana, la sua può essere considerata un’annata tutto sommato positiva per essere quella da esordiente in prima squadra. Soprattutto nella seconda parte di stagione, ha tappato in mezzo al campo i buchi portati dagli strappi degli infortuni, non facendo rimpiangere gli assenti.

ROVAGLIO 8. L’uomo dei goal pesanti e decisivi all’ultimo minuto, di quelli che il pubblico in tribuna si è dovuto attaccare forte ai seggiolini per evitare che venisse giù tutta la struttura. Qualità indiscussa la sua, ma dalla prossima stagione ci si aspetta continuità anche nella seconda parte di campionato. Se riuscisse a trovarla, da gioiello diverrebbe perla rara di questa Spinese.

GALIMBERTI 7. La concorrenza nel suo ruolo di centrale di centrocampo è stata spietata in questa stagione, ma nonostante le continue panchine Filippo ha continuato ad allenarsi da atleta e persona seria e matura quale si è sempre dimostrato. Prestazione da 8 in pagella nell’ultima di Casalmaiocco: un assist a referto e se gli fosse uscito quell’eurogoal in pallonetto…

PICCICHINO 8. Franchi costruisce e Piccichino distrugge il gioco degli avversari, facendoli abbattere contro come onde addosso ad un frangiflutti. Senza la sua presenza granitica in mezzo al campo, la mediana spinese non avrebbe un’ossatura su cui reggersi. Piccichino di nome, immenso di fatto.

PIZZOCCHERO 7,5. Nonostante i dubbi fisici che avevano accompagnato il suo arrivo ad inizio stagione, Maurizio ha saputo ritagliarsi con il tempo un ruolo importante nella metà campo rossoverdeblù. I goal su punizione, specialità della casa, non sono mancati, anche se forse la sua luce si è eclissata troppo in fretta prima del traguardo. Annata in chiaroscuro, ma rispetto alle grigie previsione ha dato un grande contributo alla causa.

PRANDELLI 7,5. Dopo aver messo a ferro e fuoco ad inizio stagione le difese di Prima Categoria, andando a segno sia in coppa che in campionato, è rimasto assente per un lungo periodo. Ricomparso nel finale, ha ripreso da dove aveva lasciato, come se non fosse mai stato fermo, mettendo a referto una bella doppietta nel 6-1 memorabile sul Lodivecchio. Cavallo pazzo.

 

 

ATTACCANTI

CORINI 7,5. Quella di Corini è una favola e una maledizione allo stesso tempo. Dopo il goal partita al Valera Fratta arriva il grave infortunio alla spalla contro il San Biagio, che lo ha tenuto ai box fino agli ultimi scampoli di campionato. Al suo rientro, le reti contro il Lodivecchio e il Casalmaiocco lasciano ben sperare per il futuro sportivo del giocatore (quest’anno 5 goal in 4 partite), che dopo le tante lacrime ha finalmente ritrovato il sorriso. Segnarselo in agenda: può essere il crack del prossimo campionato.

VILLA 7. Sarebbe dovuto essere la prima punta di questa formazione e le segnature di inizio stagione lasciavano ben sperare sul suo valore specifico all’interno di questa rosa. Si è perso troppo in fretta, dovendo abbandonare a metà strada per problemi personali. Sarebbe potuto essere la star là in attacco

DELL’ERA 7,5. Giocatore elegante, pregevole nel tocco palla e nelle serpentine tra gli avversari. Dotato tra l’altro di un piede vellutato su punizione. Quando è stato in giornata, si è rivelato spesso il man of the match dei suoi. Molte altre è stato invece fumantino, non trovando gli spazi giusti dove esprimersi. Rientra nella lista di quegli elementi spinesi dal valore fuori discussione, ma che devono trovare la loro continuità per poter fare il definitivo salto di qualità.

MANCLOSSI 8. Chi invece nonostante le molte panchine non hai mai abbassato la propria asticella do rendimento è proprio Manclossi. Attaccante fisico, aggressivo e prepotente, sia nei duelli con gli avversari che in progressione nel bruciare sul posto l’uomo. Tanta forza ma anche tanta qualità, perché ancora tutti si ricordano i suoi sigilli di pregevole fattura. Averne di ragazzi della sua umiltà e della sua costanza: sarebbe la gioia di qualsiasi allenatore.

LONGARETTI 9,5. La star di casa Spinese è proprio l’ex fantasista di Calcio Spino e Palazzo Pignano, consacratosi definitivamente in questa annata con le sue 15 reti a referto. Destro o sinistro, non fa la differenza per la facilità che ha nel concludere a rete. Scatti fulminanti alla Alexandre Pato, ma fiuto del goal da prima punta quando si ritrova a tu per tu col portiere. Non prende 10 in pagella solo per le difficoltà sofferte ad inizio campionato, ma il suo girone di ritorno andrebbe ben oltre la lode. Uomo copertina, bandiera e futuro di questa fantastica realtà, che lui per primo ha contribuito a rendere eccezionale con le sue giocate da fuoriclasse.

 

 

MISTER AVANZI 10. Chi invece non può mancare all’appuntamento col voto pieno in pagella è proprio l’ormai ex allenatore rossoverdeblù. Ha preso in mano la squadra tre anni fa che si doveva salvare, l’ha resa una formazione in grado di arrivare e vincere i playoff, e quest’anno è riuscito nell’impresa in cui in ben pochi credevano, salvando la Spinese con un turno d’anticipo. Maniacale per la sua precisione di preparare allenamenti e partite, carismatico nella sua umiltà e pacatezza, parlando mai a vuoto e riuscendo ad arrivare sempre alle coscienze dei suoi giocatori, spronandoli ogniqualvolta a dare il massimo. La definizione giusta per lui è “maestro di calcio”, un maestro di calcio che ha dato vita ad un ciclo d’oro di questa società e che per questo, nonostante i disguidi dell’ultimo mese, non potrà mai essere dimenticato dal mondo spinese.


DS GERLINI 10. Nonostante il budget di inizio stagione fosse prossimo allo zero, il Ds rossoverdeblù, insieme alla preziosa collaborazione di Lucchetta, in sinergia con mister Avanzi e con la supervisione del presidente Gusmaroli, ha saputo costruire un organico da Prima Categoria. Il campo ha premiato le sue scelte, ma il lavoro di Gerlini è andato bene oltre il terreno di gioco. Figura sempre presente per quattro risate, ma anche per risolvere le questioni più spinose: una sua mano, di appoggio o di paterno rimprovero, quest’anno non è mai mancata per nessun giocatore. Se si è detto che la forza di questa rosa è stato l’affiatamento del gruppo, è anche vero che come gruppo per potersi bene esprimere avrebbe dovuto trovare l’ambiente più salubre possibile. E Gerlini in questo, insieme a Lucchetta e al presidente Gusmaroli, è stato una garanzia.

 

 

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