NEWS. Numeri di maglia 1-99 anche per i dilettanti: analisi, pro e contro

I calciatori di prime squadre e Juniores potranno derogare al tradizionale 1-18 indossando un numero di maglia personalizzato, purché sia lo stesso per tutta la stagione. Una norma che rischia di portare anche problematiche 
Di Fabio Faciocchi | Venerdì, 30 Giugno 2017 17:21

"Numeri di maglia dall'1 al 99 anche per i dilettanti".
"Via libera ai numeri per i dilettanti".
"Dilettanti: arriva la numerazione 1-99"

I titoli si stanno sprecando in queste ore, ma nessuno, come spesso accade nell'era della post-verità, presta attenzione a quanto accade, pensando solamente a riportare la notizia prima degli altri.

Il fatto certo è uno:

“Si comunica che il Consiglio Federale, nella riunione del 26 giugno 2017, ha accolto la richiesta della Lega Nazionale Dilettanti di deroga all’Art. 72 delle N.O.I.F. in materia di “tenuta di giuoco dei calciatori” volta a consentire, per la stagione sportiva 2017/2018, ai calciatori dei Campionati dilettantistici nazionali, regionali e provinciali, nonché dei Campionati giovanili juniores, di indossare, per tutta la durata della stagione sportiva, una maglia recante sempre lo stesso numero (non necessariamente progressivo) senza personalizzazione col cognome del calciatore che la indossa”.

Analizzando questa nota ufficiale balza subito all'evidenza la restrizione delle squadre e categorie coinvolte: prime squadre e Juniores.
La numerazione progressiva 1-18 resterà quindi per le giovanili.
Nonostante non sia rispettata da molti per l'Attività di Base (non che importi, anzi), il punto 1 dell'art. 72 N.O.I.F. ("I calciatori sin dall'inizio della gara debbono indossare maglie recanti sul dorso la seguente numerazione progressiva: n. 1 il portiere; dal n. 2 al n. 11 i calciatori degli altri ruoli; dal n. 12 in poi i calciatori di riserva") dovrà essere come sempre osservato con costanza dalle gare dell'Attività Agonistica, Giovanissimi e Allievi.

Dunque i calciatori di prime squadre e Juniores potranno quindi scegliere un proprio numero e portarlo con sé per tutta la stagione.

Ora, questo sicuramente non esclude la possibilità di scendere in campo con la numerazione progressiva 1-18, come vorrebbe la tradizione e, forse, anche il buonsenso.

Chiaro ed evidente che le maglie non possano essere personalizzate con il cognome del calciatore.

Molto meno chiaro lo scenario generato da questa norma.

Se da un lato si può discutere il fatto che un giocatore abbia "il suo" numero contribuisca o meno alla spettacolarizzazione del movimento o all'attaccamento alla maglia (cosa che personalmente trovo infondata),
dall'altro è assolutamente certo che questa nuova "possibilità" apra a mille e più necessari di specificazione.

Innanzitutto un problema di certezza della norma: come può un arbitro verificare che, per esempio, la maglia 32 sia sempre stata usata in stagione dallo stesso atleta in tutte le precedenti gare cui ha preso parte?
Di certo alla 25^ giornata non potrà controllare tutte le distinte precedenti, altrimenti sorgerebbe in capo a ogni società anche l'obbligo di conservarle e presentarle tutte ogni domenica al direttore di gara.
Quale pena per un'inosservanza di questa norma?

Oltre alle questioni giuridiche, la scelta di una personalizzazione delle maglie creerebbe in capo alle società non pochi problemi organizzativi.
Se per Terza e Seconda Categoria spesso ci sono rose ridotte (entro i 20 giocatori), il problema che si pone in campo alle società che vedono l'obbligo degli Under in campo è molto rilevante.
Scegliendo di abbinare ogni giocatore a un numero, infatti, ciascun ragazzo dovrebbe avere un proprio numero di maglia. Sempre lo stesso.
Considerando una rosa media composta da 23-24 giocatori base per le categorie Serie D, Eccellenza e Promozione, per esempio, oltre alle maglie con i numeri dei giocatori "già in rosa" bisognerebbe garantire anche ai ragazzi della Juniores portati in prima squadra, ai nuovi arrivati dal mercato invernale dei trasferimenti  "una maglia recante sempre lo stesso numero" e "per tutta la durata della stagione sportiva".

Una maglia personalizzata anche solo per ogni ragazzo convocato.
E questo si traduce nel rischio concreto che ogni società debba avere 30-35 numeri di maglia per ogni muta: manica lunga e corta, casa e trasferta.
Che fare poi con gli svincoli, i prestiti, i tesseramenti? Se un giocatore cambia squadra a gennaio il suo numero si libera o no?
Stiamo parlando di centinaia di maglie e di un non-sense clamoroso, al momento.

In attesa di ulteriori specificazioni, necessarie più che mai a chiarire il quadro definitivo, restano la certezza che la situazione sarà molto complicata e molti dubbi applicativi.

Tiramisù