OFFANENGHESE. Oprandi, classe operaia al potere: "Un gruppo così non l'avevo mai visto!"

Intervista esclusiva al centrale difensivo, al suo primo gol giallorosso. L’entusiasmo dell'ambiente tenuto a bada da un’oculata concentrazione: “L'obiettivo resta la salvezza"

Di Stefano Provenzi | Venerdì, 13 Ottobre 2017 16:35

Neanche il più instancabile ottimista avrebbe potuto prevedere l'avvio di campionato da urlo di cui è stata capace l'Offanenghese.

I giallorossi sono attualmente al 2° posto in campionato, a -1 dalla capolista Adrense (con una gara in meno) e a pari punti con la Governolese, prossima avversaria. I ragazzi di mister Pelati sono a punteggio pieno dopo le prime cinque giornate, un record nell'Eccellenza lombarda. Quattro vittorie figlie soprattutto di un grande lavoro di gruppo, una congiunzione quasi perfetta tra qualità e spirito di sacrificio. Luca Oprandi, difensore classe 1995, è probabilmente la figura più rappresentativa dell’indole operaia di questa squadra.

Faccia da bravo ragazzo e inclinazione al duro lavoro, dopo la vittoria del campionato di Promozione è stato (meritatamente) uno dei pochi giocatori riconfermati per il campionato d’Eccellenza, divenendo a soli 22 anni uno dei punti fermi del miracolo Offanenghese. Abbiamo contattato proprio Luca dopo la sua rete contro la Bedizzolese, per scoprire tutti i segreti che gli hanno permesso di mantenere altissimo per così tanti anni il livello delle sue prestazioni. Una favola intrisa di dedizione e sudore, in cui l’operosità di Oprandi è riuscita ad esaltarsi, conquistando un posto di privilegio nella linea difensiva giallorossa e nel cuore dei supporters offanenghesi.


Ciao Luca! Domenica è giunto finalmente il tuo primo centro con questa maglia. Quanto è stata forte la tua emozione quando hai visto la rete gonfiarsi?
Ciao ragazzi! Be, domenica è stata una giornata doppiamente emozionante per me. Affrontavamo una squadra insidiosa come la Bedizzolese e per noi sbloccare per primi l'incontro è stato fondamentale. Sul cross di Colonnetti mi sono trovato in posizione ideale per colpire a rete e per fortuna quel pallone è entrato. Abbiamo tanti giocatori in squadra capaci di crossare pericolosamente i calci piazzati e per noi che saliamo in area diventa così molto più semplice trovare il pallone adatto per renderci pericolosi. È stato un momento di grande emozione per me, ma la soddisfazione più importante è stata la vittoria finale di squadra.

Se la società è esordiente in categoria, per te sicuramente non sono le prime apparizioni in Eccellenza. Quanto è stata importante l'esperienza a Crema per giungere preparato a questo campionato?
Il periodo in nerobianco mi ha fatto crescere tanto. In quegli anni ero giovane e sono stato fortunato nel ricevere tanti ottimi consigli dai veterani di quella formazione. Ora il mio compito è invece quello di seguire i più giovani, insieme all'aiuto fondamentale dei senatori della squadra. Ho iniziato questa stagione con molta più esperienza dal punto di vista atletico e tattico rispetto ai primi passi in Eccellenza e questo per me è stato fondamentale per iniziare al meglio questo nuovo campionato.

In una sola stagione sei infatti divenuto tra i pilastri di questa Offanenghese. Come ti poni nei confronti dei tuoi giovani compagni?
Il mio atteggiamento è sempre positivo e disponibile nei confronti di tutti. Ho la fortuna di aver trovato un gruppo di ottimi giocatori e soprattutto bravi ragazzi, con cui è bello condividere ogni momento di squadra. È forse l'unione il concetto migliore che cerchiamo di trasmettere per potere lavorare fin subito tutti al meglio.

Già, il gruppo. È questo il segreto di questo 2017 da sogno?
Se non fossimo stati così uniti, credo che non saremmo mai riusciti a raggiungere questi straordinari obbiettivi quest’anno. Offanengo è l'ambiente ideale se vuoi crescere come giocatore e come persona: dal presidente al direttore sportivo, fino al mister, includendo tutti coloro che ci danno una mano, ho trovato persone competenti e umanamente coinvolgenti. Vivere un gruppo da al giocare a pallone tutto un altro sapore. Non avrei potuto scegliere ambiente migliore per proseguire il mio percorso di crescita.

Uno spirito che abbiamo potuto notare anche nella vostra fase difensiva. Avete la terza porta meno violata del torneo, nonostante all'anagrafe dietro avete una media età davvero bassa
Il merito non è solo del reparto arretrato. Quando difendiamo siamo in undici a lottare per la riconquista della palla. Abbiamo un forte spirito operaio. In questo modo riusciamo ad essere solidi e a restare sempre ordinati. Dietro di me poi Bianchi è eccezionale nel dirigerci e darci sicurezza. I consigli suoi e di Ramundo mi stanno aiutando per migliorare partita dopo partita.

Step by step, come dicono gli inglesi. Ora vi attende un trittico di partite che potrebbe definire il vostro ruolo in questo campionato. Come state preparando questo mese importante, ora che tutti i riflettori sono puntati su di voi? 
Guardare troppo in là rischia di offuscare la vista. Non sentiamo addosso alcun tipo di pressione, perché abbiamo bene in mente qual è il nostro obbiettivo, che rimane la salvezza. Possiamo così permetterci di affrontare questi prossimi incontri con meno stress rispetto alle nostre avversarie, che invece puntano ad essere protagoniste quest'anno. Ci stiamo allenando con la giusta tranquillità, consapevoli dei nostri punti di forza. Step by step, mi piace: abbiamo la giusta mentalità per non guardare mai oltre la domenica che ci aspetta e restare così sempre concentrati. Questo ci permetterà di superare più facilmente anche i momenti più delicati della stagione.

Ok la fase difensiva, ma anche là davanti avete un pacchetto d'attaccanti davvero invidiabile. Qual è il tuo compagno di squadra più difficile da marcare?
Sicuramente Forbiti. È un giocatore dalla grande presenza fisica, che sa proteggere bene la palla e vede la porta con facilità. È un bene avere attaccanti simili in squadra che d’avversario.

Chiudiamo l'intervista con una curiosità. Ormai la vostra cena d’autunno (in cui tutti si travestono, ndr) è conosciuta in tutti gli angoli del cremasco. Che personaggio interpreterai quest'anno?
Onestamente non ho ancora scelto. Si tratta di una cena speciale qui ad Offanengo, grazie anche all'organizzazione di Spinelli, che ora non gioca più qua ma è stato molto bravo nel coinvolgere tutti. È l'ennesima prova dello spirito di gruppo che si respira da queste parti, dove momenti di campo ed extra calcistici vengono vissuti da tutti con lo stesso impegno. L'anno scorso ero vestito da crociato: quest'anno si vedrà!


Un crociato al servizio dell'Offanenghese. Un combattente che esalta la classe operaia intrinseca in questa squadra, pronta da domenica a dare battaglia alle migliori formazioni del torneo.

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