RUBRICHE. Stefano Aiolfi: "Puntare in alto con i piedi per terra"

Il portiere vaianese, classe '97, si racconta a Baloo Calcio: dopo l'esperienza al Milan, ora è pronto al grande rilancio con la Nocerina

Di Redazione | Mercoledì, 01 Novembre 2017 10:52

A cura di Luca Bozzetti 


" Il mio obiettivo per il futuro è diventare un portiere di Serie A. Sono focalizzato al 120% su quel traguardo".
"Ora penso al presente, devo rimettermi in forma per dimostrare a chi mi ha voluto che non si è sbagliato".

Parole decise e di grande determinazione quelle di Stefano Aiolfi, classe 1997, portiere della Nocerina e cremasco doc. Precisamente un vero pamòi di Vaiano Cremasco.

Dopo gli esordi in terra vaianese, l'approdo al settore giovanile del Milan, che ne ha certificato qualità e potenzialità assolute. Quindi il trasferimento alla Cremonese, con l'esperienza a Seregno e un infortunio che ne ha recentemente condizionato l'ascesa.

Ora Nocera e la Nocerina sono la scelta di Stefano per continuare il proprio percorso: "A inizio giugno ho rinnovato il contratto con la Cremonese (proprietaria del cartellino, ndr) poi la decisione è spettata a me. Ho ricevuto un'importante offerta dalla Serie B portoghese, ma Nocera è una piazza che vive di calcio, che vuole tornare nelle categorie che le competono e anche io come la società ho voglia di rivalsa".
Una Serie D che vale molto di più quella della Nocerina, che brama il ritorno nei professionisti e punta al titolo: attualmente si rincorre la capolista, ma i rossoneri sono più carichi che mai.
E questo binomio cromatico non è certo nuovo nella carriera di Aiolfi...

 

 

 

La carriera di Ste è un viaggio con il pallone come compagno di avventura.

Tra le tante tappe e i tanti spostamenti, è ancora fresco il ricordo dell'esperienza della scorsa stagione in quel di Seregno: "Volevo affacciarmi ad una realtà che mi aiutasse a crescere: ricordo con emozione la prima partita di Coppa Italia con il Perugia".
Già, anche perché Aiolfi si esibì in una prestazione super, certificata il giorno seguente un bel 7 in pagella su La Gazzetta dello Sport: mica male!

Meno dolce il ricordo della gara seguente: "Abbiamo giocato il match successivo a Trapani: non solo abbiamo perso 3-0 e mi sono infortunato. Per me è stata una stagione difficile, a livello di risultati, ma mi servirà molto in futuro".
Da segnalare ben 5 clean sheet in 15 presenze: a livello personale una buonissima stagione.

Il numero 1, cuore rossonero, parla del periodo passato alla Cremonese: "Sono arrivato in grigiorosso con grande entusiasmo, ma con la consapevolezza di dover ancora dimostrare di essere all'altezza del professionismo vero. Ho passato metà anno a fare il terzo in prima squadra dietro a due giocatori che mi hanno aiutato a crescere come Nicola Ravaglia e Riccardo Galli, poi sono sceso in Berretti per affrontare la semifinale scudetto con il Cittadella, che purtroppo ci ha visto uscire a mani vuote".

Stefano si ferma e sorride, perché è arrivato il momento di parlare del suo Milan: "È iniziato tutto quando ero ancora un bambino che aveva il rossonero nel cuore e sognava i campioni del Milan persino al notte", ci spiega, "Quando ancora giocavo nell'Excelsior Vaiano, in una partita di campionato fui costretto ad andare in porta... E io non volevo assolutamente! Giocavo da portiere soltanto quando era assente il portiere designato: quel giorno non me la sentivo proprio di andare in porta... A tal punto da scoppiare a piangere". 

Dietro un imprevisto, però, può nascondersi una grande opportunità: "In quella partita me la cavai bene tra i pali e uno dei membri della rete di osservatori del Milan mi segnalò ai responsabili. Fu così che mi invitarono a provare al Vismara, iniziando di fatto per gioco i vari provini".

 

 

La storia rossonera di Stefano dura ben 9 anni: infiniti viaggi, numerose big italiane ed europee affrontate e anche allenamenti con la prima squadra.

Tra tutte le gare e le parate della sua carriera nel Milan, però, è ben chiaro il ricordo dell'emozione più grande: "Militavo ancora nella categorie Allievi, ma per una serie di coincidenze mi trovo catapultato nella Youth League, pronto a giocare con il Barcellona. L'emozione e l'adrenalina erano alle stelle: i blaugrana erano davvero dei marziani!".

Una carriera stellare, quella rossonera di Aiolfi, forgiata anche attraverso delusioni e sconfitte, come i campionati nazionali persi con i rivali dell'Inter, ma anche e soprattutto dalla costruzione di stagioni vincenti, culminata con la vittoria nel Trofeo di Dubai, superando in finale il Real Madrid: "Tenevo particolarmente a quel torneo: è stato il mio modo per ringraziare tutte le persone che nell'ambiente Milan mi hanno sostenuto in 9 anni importantissimi".  

Dagli echi delle sfide internazionali giovanili al calcio dei grandi: l'augurio che rivolgiamo a Stefano è quello di ripercorrere, anche tra i Senior, la strepitosa parabola che lo ha visto issarsi da Vaiano al Milan, magari ripartendo da Nocera e Cremona, puntando ai campi di Serie A.

L'umiltà, ve lo assicuriamo, è la stessa di quel ragazzo che ha frequentato il Liceo "Racchetti - Da Vinci" a Crema e il "Leopardi" a Milano, con l'ambizione di coniugare il calcio allo studio anche con l'Università.
E con questa testa nessun traguardo è precluso.

In bocca al lupo, campione!

 

 

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