ZOOM TERZA. La qualità del Casale, la grinta dell’Agnadello: big match in parità

I ragazzi di mister Riluci mettono in campo idee, ma impattano con un Agnadello più determinato e concreto: l’analisi della super sfida

Di Redazione | Giovedì, 23 Novembre 2017 15:54

A cura di Massimo Silvani 


Gara di cartello dell’undicesima giornata di Terza Categoria sul campo della capolista Casale. Ospite l’Agnadello rilanciata dagli ultimi risultati positivi ed in piena corsa per un posto playoff.
Come si vede nella FOTO 1 in Copertina, squadre schierate con un 4-3-3. Centrocampo a rombo e due punte per i locali di mister Riluci, tre mediani, due ali ed un centravanti per gli ospiti guidati da mister Sacchi.
Si capisce subito quello che sarà il canovaccio del match, locali alla ricerca di fitte trame di gioco, ospiti ordinati dietro la linea della palla, attenti a non scoprirsi e pronti a ferire con ripartenze veloci.

Il Casale sfrutta bene le ottime doti di palleggio di tutti gli interpreti, gioco palla a terra sin dal portiere.

 

 

Lo scaglionamento difensivo è molto buono ed offre sempre linee di passaggio pulite, le due mezzali Bocchi e Bergamaschi si allargano per cercare spazio alle spalle dei centrocampisti avversari, il mediano Ogliari si abbassa per aiutare l’uscita del pallone sulla pressione degli attaccanti, mentre il trequartista Tiraboschi si smarca alle spalle del duo Tarenghi-Forlani, sempre in diagonale tra di loro come conferma la FOTO 2 (qui sopra).

I locali sono molto abili nel muovere il pallone, in particolare cercano molto la combinazione avanti-indietro-avanti, con lo scopo di rompere le linee avversarie e favorire gli inserimenti da dietro.  Le mezzali si allargano e rientrano per partecipare al palleggio se non è possibile la verticalizzazione immediata, questo porta i terzini ospiti a stringere parecchio il campo, liberando spazi ampi alle sovrapposizioni degli esterni di difesa, movimenti visibili chiaramente in FOTO 3 (qui sotto) in cui la mezzala Bocchi taglia verso l’interno per proporsi liberando la fascia per la sovrapposizione del laterale difensivo Algisi.

 

 

 

Le punte, rigorosamente in diagonale tra di loro, si alternano nel movimento di sponda ed attacco alla profondità.

È soprattutto Forlani a proporsi a difensori e centrocampisti, nella sequenza di FOTO 4-5 (qui sotto) si può vedere come si proponga con orientamento del corpo verso l’interno del campo per girare di prima il passaggio dalla difesa, per il movimento in profondità della punta Tarenghi e per l’inserimento da dietro di Tiraboschi.

 

 

Se le linee di passaggio sono chiuse, un’altra soluzione adottata è la palla morbida per le punte, in cui Ogliari è un maestro. Nella sequenza di FOTO 6-7-8 (qui sotto), si vede come l’Agnadello chiuda bene le trame interne verso mezzali e trequartista, il mediano in maglia rossa sceglie la palla alta per Tarenghi, con i centrocampisti che attaccano alternativamente profondità, Tiraboschi, e spazio a rimorchio della punta, Bocchi.

L’Agnadello ha impostato più che altro una gara difensiva ripartendo con rapidità sulle fasce, a destra sfruttando la velocità di Marelli, a sinistra il dribbling e la progressione di Codegoni. Ordine, compattezza ed aggressività le parole d’ordine, lasciano libera la costruzione di gioco nella metà campo ospite ma una volta superata la metà campo le maglie gialle iniziano a farsi più fitte. In fase di possesso non si vedono grandi trame di gioco, si bada al sodo nel fortino della capolista, uscire con un punto è caccia grossa.

 

 

 

SVILUPPO DEL MATCH

La migliore qualità tecnica ed i precisi movimenti di squadra consentono ai locali di imporsi per tutta l’intera prima frazione. Grosse responsabilità dei singoli se la gara è ancora sullo 0 a 0 al termine della prima frazione, ben 4 le palle gol limpide, Forlani di testa d’un soffio a lato, Bergamaschi sulla traversa da pochi passi con successivo tap-in a lato di Tarenghi, ancora Bergamaschi ed un paio di volte Tarenghi non inquadrano la porta da buona posizione. Per l’Agnadello una sola palla gol sugli sviluppi di un calcio d’angolo, con Napoli che colpisce il palo esterno. La ripresa parte sulla falsa riga della prima frazione, Braguti, subentrato all’infortunato Bergamaschi e schierato da trequartista con arretramento di Tiraboschi, impatta bene la sfera dopo una fantastica discesa a sinistra di Bertoletti dopo l’ennesima ottima trama di gioco ma la sua conclusione dal dischetto del rigore finisce alta.

Sembra un monologo del Casale ma trema la porta di Guerini Rocco quando, su una veloce ripartenza, la freccia Marelli semina il panico e centra per il tocco in corsa di Halibi che si stampa sul palo. Brividi per i tifosi di casa.

La scena se la prende quindi Tiraboschi che riceve palla sulla sinistra, converge verso il centro e lascia partire una parabola a foglia morta che si insacca sotto la traversa, sorprendendo il portiere Monti.

La partita sembra nelle mani del Casale che continua a macinare gioco ed è ravvivato dall’ingresso del volitivo Cassani che mette vivacità ad un attacco tecnico ma un po' statico fino ad ora. Lo Spaccareti, come soprannominato dai tifosi gialloverdi, cerca con insistenza il bersaglio senza trovarlo, nel frattempo Riluci gli affianca Cozzolino che sostituisce Forlani, l’ariete mette il fisico a disposizione della squadra ma non sfrutta a dovere due buone occasioni per il raddoppio, prima sparando malamente a lato un buon invito dalla destra, poi incrociando bene in diagonale un delizioso servizio di Cassani ma anche stavolta la conclusione è troppo larga, facendo solo la barba al palo.

L’Agnadello sembra aver abbandonato la gara ma, per sua fortuna, in panchina ha un allenatore che non molla facilmente, Ivo Sacchi suona la carica ed i suoi tornano a combattere. Il Casale ha sprecato molto e la legge più antica del calcio si materializza puntualmente anche questa domenica, sugli sviluppi di un calcio piazzato, Stombelli è il più reattivo a gettarsi sulla seconda palla scagliandola di controbalzo nell’angolino alla destra di Guerini Rocco.

Mossa disperata di Riluci che butta nella mischia anche Thiao, il Casale ci prova fino alla fine ma prima Cozzolino è anticipato da una perfetta uscita con i piedi di Monti e, sul successivo tiro dalla bandierina, Poletto rovescia con il pubblico che trattiene il fiato, ma la palla si spegne sopra la traversa, come le speranze di vittoria della capolista. Finisce 1 a 1.

 

I PROTAGONISTI

Uomo del match Tiraboschi, classe, velocità, lettura delle situazioni, serve altro ad un trequartista?  Si, il gol, che lui serve puntualmente, peccato che non possa essere quello decisivo.

Per il Casale molto bene Bocchi, primo tempo di grande intensità per la mezzala, calo fisiologico nella ripresa ma comunque ampiamente sopra la sufficienza. Ottima anche la coppia centrale di difesa, con un Aiolfi in grande spolvero ed un sempre positivo Poletto.

Per l’Agnadello si vede solo a tratti la classe di Codegoni, nel primo tempo mostra due strappi da giocatore di due categorie sopra, ma il poco aiuto dei compagni e la lontananza dall’area avversaria ne vanificano le doti tecniche. Napoli offre sicurezza alla retroguardia, tosto e puntuale negli anticipi, pericoloso sulle palle inattive. Marelli è il più pericoloso nella ripresa, quando le squadre si allungano la sua falcata da levriero diventa un fattore.

  

EPILOGO

Una gara che ha raccontato molto e mostrato quanto bello e sadico possa essere il gioco del calcio.

Entrambi gli allenatori credo possano prendere spunto l’uno dall’altro.

Complimenti a mister Riluci per l’organizzazione e la qualità del gioco mostrata, serve più determinazione e cinismo per vincere le gare però, soprattutto se si è la capolista.

Complimenti a mister Sacchi per non aver mai smesso di credere alla rimonta, l’atteggiamento forse non è stato dei più propositivi, ma il messaggio era forte e chiaro: vietato uscire dal campo a mani vuote.

 

Tiramisù