PRIMA. La domenica nera del calcio cremasco

Un Chieve inespressivo cade nella terza sconfitta consecutiva fuori casa: è 1-0 a Graffignana. Il derby Spinese-Montodinese finisce 1-1, ma il post partita è da dimenticare: tre espulsi e classifica sempre più in bilico

Di Stefano Provenzi | Martedì, 27 Febbraio 2018 12:53

Foto Maurizio Molaschi - Video Matteo Bellani

È un bilancio negativo, negativissimo per le tre compagini cremasche impegnate nella 22^ giornata del Girone I.

Statistiche alla mano, è da tre turni che né Chieve, né Spinese o Montodinese trovano un successo che sarebbe vitale per i conti delle rispettive classifiche. Il conteggio finale si fa ancora più salato alla luce degli episodi susseguenti al derby cremasco andato in scena a Spino: nessuna delle due squadre riesce a far suoi i tre punti e il nervosismo accumulato in questo sbiadito girone di ritorno sfocia in atti censurabili di tensione, che finiscono solo per aggravare ulteriormente la situazione delle due formazioni. E’ un problema tecnico, oppure tattico? C’è un conto aperto e non saldato con la fortuna o con il Dio del pallone? La guerra del football nostrana in Prima Categoria sta vivendo domeniche nere sul rettangolo verde di gioco ed è così il 25 febbraio 2018 capitombola come la nuova crisi del ’29 per il nostro calcio: si spengono le luci sul campo e si accende la diatriba all’esterno, subito immemori che le colpe dell’insuccesso di gruppo sono prima di tutto personali che di un fischietto arbitrale. Il freddo delle ore 17 sembra pungere ancora di più dopo due ore di corse a per di fiato sconclusionate: la doccia calda allenta nervi e tensioni e aiuta forse a comprendere quale sarà d’ora in poi il modo migliore per superare future delusioni.

Come accaduto in più precedenti, il Chieve ancora una volta non riesce ad imporre la propria superiorità contro squadre di minore caratura. Gli è toccato inseguire il Santo Stefano settimana scorsa. E’ costretto in questo turno a lasciare l’intera posta in palio al Graffignana. I lodigiani dimostrano maggior fame di punti salvezza che i ragazzi di Bianchetti di punti playoff e quando ti ritrovi con l’acqua alla gola rispetto agli obbiettivi prefissati in stagione, è proprio la determinazione l’unica arma in grado di riportare la situazione sulla linea di galleggiamento. E’ un Chieve che invece annega nella propria inespressività di manovra, fatta eccezione per alcuni tentativi di Gallarini e Roscio. Il Graffignana chiude la cerniera della propria difesa, la quarta più perforata con le sue 38 reti subite, e non molla un centimetro all’avversario più quotato, venendo premiato per il proprio coraggio dal goal partita in apertura di ripresa. Quella voglia di reagire che manca al Chieve sotto di una rete, con il solo Dragoni che là davanti ci prova nel finale ma senza trovare lo spiraglio giusto per far male. La differenza reti dei rossoblù è emblematica a descrivere questo difficile momento: i 30 goal segnati e gli altrettanti subiti ben dipingono questo scenario di limbo, come se i giocatori di Bianchetti, ora 6° e a -12 dal secondo posto, non avessero ancora deciso cosa fare da grandi in questa stagione.

 

 

 

Dopo i fasti degli albori stagionali, (stra)fatica a splendere nuovamente anche la Spinese, che dall’eccezionale 4° posto conquistato a novembre è scivolata progressivamente fino al 10°. La lista infinita di infortunati non sta certo aiutando nel proprio lavoro mister Barbieri, costretto ad una rotazione costante di uomini e di moduli per provare a risolvere l’enigma di questa involuzione.

Dopo il pareggio rocambolesco di San Biagio, i Blues perdono altri due punti fondamentali negli ultimi minuti di gioco: il derby cremasco con la Montodinese si conclude nuovamente in parità, un risultato che scontenta entrambe le squadre, all’affannosa ricerca di punti salvezza. Questo confronto tra le due formazioni non sarà però certo ricordato per il gioco visto in campo: sembra lontano più di un paio di mesi lo spettacolare 2-2 dell’andata, quando le magie di Agazzi e Longaretti illuminarono il palcoscenico e Pulito all’82’ trovò in mischia un pareggio al cardiopalma. Nei 90’ Miccoli e Colombo non sono praticamente mai stati chiamati neanche a parate di ordinaria amministrazione, rendendo al pubblico sugli spalti ancora più sofferente la sopportazione del freddo pungente. Una gara così contratta non poteva allora che essere decisa da episodi. Nel finale di prima frazione, il tocco con il braccio di Agazzi sul tiro di Dell’Era viene punito dal direttore di gara con il calcio di rigore a favore della Spinese: l’ex Soresinese nega qualsiasi deviazione irregolare con il corpo, ma non basta per evitare a Bolzoni di presentarsi sul dischetto e battere Colombo per l’1-0. Il 12° centro in campionato dell’ariete di Rivolta sembra destinato a scrivere la storia della gara anche nella ripresa, quando la Montodinese ci prova in tutti i modi a cercare il pareggio, ma senza soluzioni precise e concrete.

 

 

La Spinese deve far però ancora i conti con gli ultimi scampoli di partita e con l’ingenuità di Merigo, che commette un fallo dal limite a palla lontana e quasi sul fondo. Del pesantissimo calcio di punizione si incarica lo specialista Gipponi, che si inventa un prodigio balistico di rara bellezza, sorprendendo un comunque non esente da colpe Miccoli: quello del Gippo è un pareggio capolavoro!

Non passano che pochi minuti e nel recupero lo stesso n°10 biancorosso avrebbe nuovamente la possibilità di colpire da una mattonella simile: il piede caldo di Gipponi va però a raffreddarsi sul braccio di Manclossi ed è qui che inizia il punto di non ritorno. La Montodinese invoca il rigore e i due protagonisti dell’episodio non se le mandano a dire: dalle parole si passa agli spintoni dell’attaccante spinese ed entrambi rimediano il rosso diretto. Nonostante la concitazione del momento, al fiume di polemiche in campo non sembrano poter seguire altri gesti sopra le righe, quando dal nulla accade l’impensabile: senza evidenti ragioni alle spalle, il portiere Miccoli fuoriesce dalla propria area con il pallone in mano, per poi tirarlo in faccia a Gipponi. Il gesto sconsiderato del n°1 di casa è la miccia che accende in definitiva la polveriera, macchiando la gara di follia: nella corsa verso gli spogliatoi, tutti tengono tutti o cercano un avversario per un regolamento personale di conti, rendendo pazzamente smisurata una questione che fondamentalmente è, e tale doveva rimanere, un episodio di calcio.

Dispiaciute si sono dimostrate subito le due società, mai coinvolte prima d’ora in episodi che trascendessero dal campo di gioco. E con il dispiacere che inizia a scorrere anche tra i giocatori coinvolti, non resta ora che attendere la decisione del giudice sportivo, che potrebbe rendere l’impegno del prossimo turno, complicato sulla carta per tutte e tre le formazioni cremasche, ancora più in salita. Anche se è quasi impossibile credere che la sanzione si limiterà ad un solo turno di stop.

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