Ciao Davide

Il calcio italiano piange Davide Astori, scomparso all'età di 31 anni. Lo abbiamo applaudito al Trofeo "Dossena" con la maglia del Milan e al Pizzighettone di Fogliazza e mister Venturato, seguendone poi da vicino la sua grande carriera

Di Fabio Faciocchi | Domenica, 04 Marzo 2018 12:20

Foto copertina Ettore Dognini


Non ci sono parole adeguate per descrivere lo sgomento del mondo del calcio e di tutti noi.

La scomparsa di Davide Astori è una tragedia che provoca profondo sgomento.

Lascia la compagna Francesca, figlia Vittoria e un dolore indescrivibile tra tutti coloro che lo hanno conosciuto.

La Federazione ha rinviato tutte le gare ancora non disputate della 27^ giornata di Serie A e della 29^ di Serie B: forte la volontà delle società, delle squadre, dei giocatori e di tutti nel non scendere in campo oggi e domani.

 

 

Il capitano della Fiorentina e difensore della Nazionale è stato trovato esanime nella propria camera d'albergo "La' di Moret" a Udine, dove la squadra alloggiava in vista del match in programma alla "Dacia Arena", distante solo pochi minuti in macchina.

Dopo aver realizzato l'assenza di Davide Astori all'appuntamento per la colazione alle 9.30, cui il capitano era sempre presente tra i primi, lo staff viola ha vissuto attimi di preoccupazione, trasformata poi in un allarme e nella tragica scoperta di uno dei magazzinieri.

L'ultimo ad averlo visto è stato Marco Sportiello, dopo aver giocato alla PlayStation, alle 23.30 circa. Ora il feretro è stato spostato all'Ospedale "Santa Maria Misericordia" di Udine per l'autopsia; la causa del decesso sembrerebbe essere un arresto cardiocircolatorio.


Nella copertina e in calce, per la gentile concessione di Ettore Dognini, una delle sue immagini con la maglia del Pizzighettone.

Quella mano che ti afferra, Davide, è la stessa con cui ti avremmo tutti voluto trattenere con noi.

Già perché furono proprio le sue prestazioni con il Pice di Cesare Fogliazza e di mister Roberto Venturato a rendere possibile il suo salto nei grandi: compagno di Cordaz, Del Prete, Porrini e tanti altri, Astori si affermò da subito come centrale difensivo sinistro di livello assoluto.

Bergamasco nel sangue, nato a San Giovanni Bianco nel 1987, inizia a giocare a calcio nel Ponte San Pietro Isola, squadra satellite del Milan, dove poi svolgerà l'intera trafila delle giovanili.

 

 

Noi cremaschi lo abbiamo potuto applaudire per due volte al Trofeo "Angelo Dossena": Astori giocò le edizioni del 2005, collezionando 3 presenze, e del 2006, con 1 presenza (clicca qui per il link del Trofeo Dossena).

Dalla Primavera del Milan ecco quindi il prestito a Pizzighettone nella stagione 2006/2007, dove disputa una stagione strepitosa da centrale sinistro, sfiorando la promozione in B.

Altro prestito in C1 la stagione seguente, stavolta alla Cremonese, per poi compiere il salto in Serie A: il Cagliari ne acquista la comproprietà del cartellino nel 2008 per 1,2 milioni di euro, riscattandolo poi nel 2011.

Con i rossoblù è una storia d'amore lunga 178 presenze in 6 stagioni: capitano e simbolo, sempre con il sorriso e l'umanità che lo hanno contraddistinto e portato sino alla Nazionale.

Con la maglia azzurra siglò la rete decisiva nella finale per il 3° posto in Brasile durante la Confederations Cup del 2013, primo gol di un giocatore del Cagliari quarant'anni dopo Gigi Riva.

Nel 2014 il passaggio alla Roma, per poi iniziare una nuova avventura nel 2015 alla Fiorentina, di cui era diventato leader, affermandosi anche con la Viola per le proprie straordinarie qualità, fino a questa nera giornata a Udine.


Alle lacrime della famiglia, degli amici, dei compagni si sono unite quelle di tutto il mondo calcistico, sportivo e non solo, perché perdiamo non solo un atleta straordinario, ma anche e soprattutto un vero esempio di umanità e altruismo in un mondo dove restare persone semplici, umili e generose è una dote non comune.

Ciao Davide.

 

 

 

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