TERZA. Speciale Derby: uno zoom approfondito su Sergnanese - Casale

L’ex Tarenghi condanna i biancorossi e sancisce la superiorità gialloverde anche nel match di ritorno: ecco l'analisi di Massimo Silvani a pochi giorni dal nuovo turno 

Di Redazione | Giovedì, 08 Marzo 2018 18:43

A cura di Massimo Silvani

Terza Categoria - Girone A

SERGNANESE - CASALE 0 - 1 
20’ Tarenghi

Sergnanese (4-4-1-1): Tedoldi; Scorsetti, Morandi, Zanetti, Fasoli; Mazreku, Marchesi, Luca, Riboli; Borgonovo; Tassi. Subentrati: Donati, Scaravaggi, Comandulli, Moroni, Cantamessa) Allenatore: Beretta

Casale (4-3-1-2): Cucchi; Algisi, Poletto, Aiolfi, Bertoletti; Ogliari, Tiraboschi, Balacchi; Braguti; Cassani, Tarenghi. Subentrati: Zecchini, Cozzolino. Allenatore: Riluci

Freddo polare al Comunale di Sergnano. Sciarpe fino agli occhi, berretti pesanti ma anche qualche birra fresca in tribuna per brindare al derby di ritorno. Le temperature rigide di questo finale d’inverno non frenano l’entusiasmo dei supporters in riva al Serio. La grande classica avrà la cornice di pubblico che merita. La curva sergnanese si fa sentire sin dal riscaldamento, più miti i tifosi gialloverdi con un Primo Tedoldi in toni dimessi, forse per scaramanzia. Buona presenza anche di molti addetti ai lavori, pronti ad osservare i temi tattici e le tante individualità che presenta la gara.

Si parte a ritmi alti ma con giocate imprecise, la tensione è palpabile. Per la prima della classe è l’ennesimo esame per raggiungere la laurea, per i locali uno degli ultimi appelli per tenere il passo delle prime. Il campo pesante e piuttosto sconnesso non aiuta il gioco palla a terra.

 

 

 

IL TEMA TATTICO

Gli uomini di Riluci proseguono calcando il solco tracciato finora, mostrando il solito gradevole palleggio, ma la precisione spesso stenta, soprattutto a causa delle imperfette condizioni del campo. Il centrocampo ruota attorno al solito Ogliari, uno che di gare così deve esser stufo di giocarne, anche se l’entusiasmo sembra quello di un ragazzino, ai suoi lati Balacchi e Tiraboschi, che si abbassa liberando spazio sulla trequarti a Braguti, in panchina Bocchi. Davanti il duo Cassani-Tarenghi, che ben conoscono da queste parti. E’ sempre un piacere veder giocare questa squadra, anche se il terreno parla tutt’altro che la loro lingua, le qualità tecniche sono elargite equamente all’interno dell’undici di Riluci, Braguti e Cassani compiono un moto perpetuo con quest’ultimo che si abbassa molto in fase di costruzione. Poi c’è Balacchi, che giocatore questo. Mi piace definirlo come un ago di bilancia, ha posizione, fisico, non perde un pallone, non fa grande movimento è vero, ma quando si alza nella trequarti avversaria, l’impressione è che qualche cosa di punto in bianco accada.

I biancorossi, invece, mostrano un gioco più pratico, il 4-4-1-1 disegnato da Beretta è volto a scardinare la difesa avversaria innescando la velocità di Borgonovo schierato dietro la prima punta Tassi, cercasi forse effetto sorpresa?  A metà campo lanciato titolare il giovane Marchesi, classe 200 all’esordio assoluto (chapeau al mister, ndr), il ragazzo mostra stoffa ma la gara non è delle più elementari per mettersi in evidenza, soprattutto perché il centrocampo è zona piuttosto disertata dai compagni che preferiscono le corsie laterali. La spinta dei laterali bassi Scorsetti e Fasoli è costante, ma non si integra alla perfezione con i movimenti di chi gioca davanti, a destra Mazreku è recuperato dopo guai fisici, tutt’altro che al top della forma, a sinistra il giovane e promettente Riboli non è propriamente a suo agio. Abituati a vederlo giostrare nel mezzo, difficile per lui destreggiarsi negli spazi angusti della corsia, anche le scelte che effettua mettono in ombra le sue qualità, ostinandosi nel cercare la profondità invece di ricevere nei piedi e provare a puntare l’avversario come nelle sue corde. Succede che la squadra deve unicamente affidarsi ad una delle giocate preparate, ma che diventa pressoché l’unica, il lancio di Fasoli. Pennellata morbida per l’esterno di casa, ma prendere d’infilzata la miglior difesa del girone con una parabola di 60 metri è pura utopia, e così resta.

 

 

 

LO SVILUPPO

La gara è contratta, tattica, persino cervellotica  a tratti. Ci si chiede se prevalga l’esperienza o il maggior agonismo, la qualità o la freschezza fisica ma poi ci si accorge che nel calcio esistono le situazioni. E chi sa indirizzarle nel modo giusto. Abbiamo parlato di un ago della bilancia, Balacchi dimostra perfettamente di esserlo, inserimento preciso sul lato sinistro , cioccolatino mancino al centro su cui Tarenghi si fionda inventando una semi rovesciata geniale, essendo in leggero controtempo, marcatura assente della difesa locale, ed è 0 a 1. Non molto fino a quel momento, ma quel poco basta, e basterà. La Sergnanese non si scuote, il canovaccio resta lo stesso, ma un doppio cambio condiziona la gara, fuori Poletto e Tassi a metà frazione per infortunio, Bertoletti scala al centro con Zecchini, subentrato a sinistra. Per la Sergnanese entra invece Comandulli, con Borgonovo che torna centravanti. Il neo entrato è in palla, si muove, dribbla, lotta, prova anch’egli ad indirizzare la gara e riportarla in parità. Perfetto il movimento con cui, spalle alla porta, si gira eludendo la marcatura avversaria e concludere a giro sul secondo palo, Cucchi vola e mette in angolo. Sergnanese viva. Il gioco non decolla ma la grinta locale si fa sentire, poche costruzioni degne di nota ma preziosi recuperi palla nella trequarti avversaria, in uno di questi Borgonovo si invola ed entra in area dal lato destro, troppo defilato per armare il sinistro così che, saggiamente, decide di apparecchiare per Riboli, tituba un po' il ragazzo e quando spara riesce solo a colpire solamente il corpo di Cucchi, uscito alla disperata. Diventa proprio l’estremo difensore, l’uomo più decisivo degli ospiti.

 

 

 

Si va negli spogliatoi, sperando in una gara migliore nella ripresa, ma certi che sarà battaglia fino all’ultimo. Si parte col botto. Palla crossata bene al centro, avvitamento di Zanetti che colpisce il palo. Sfortuna per i locali, che continuano a premere. L’attacco è più voglioso che ordinato, i temi restano quelli del primo tempo con un Casale che amministra e gestisce bene il pallone, la Sergnanese ci prova a testa a bassa ma sbatte sul muro giallo verde, Borgonovo lotta e prova a far valere la propria velocità ma i difensori reggono bene l’urto. Riluci non si abbassa ed inserisce la terza punta Cozzolino. Sui piedi di Cassani la chance per chiudere la gara ma il centravanti non sfrutta l’errato disimpegno di Tedoldi e sparacchia fuori di prima intenzione a porta sguarnita, anche se la distanza era notevole.


IL VERDETTO

Il fischio finale è musica per la capolista. Ennesimo esame superato e corsa che prosegue a ritmi altissimi.

Rimandata la Sergnanese, non era facile trovare punti, anche se le occasioni più ghiotte sono state proprio di marca locale. La difficoltà nell’esprimere un gioco fluido continua a palesarsi  nonostante il campionato entri nell’ultima parte ed il cambio in panchina è avvenuto ormai da un paio di mesi. La lunga lista di infortunati può essere un attenuante, ma i mezzi per proporre un buon calcio erano comunque validi.

La giovane età aiuta i biancorossi ed è il fattore su cui molti puntano per interrompere il dominio gialloverde. Molti sperano infatti che i primi caldi primaverili possano affaticare gli esperti giocatori di Riluci, ma l’inverno, con le rigide temperature di questo periodo,  sembra non  voler cedere il passo, così come i ragazzi stessi, il cui motore è, al contrario, ancora caldo e lanciato verso il grande traguardo.

 

Tiramisù