PROMOZIONE. Castelleone: l'amara retrocessione! Ripartire più forti di... Prima

L'inaspettato ultimo posto in campionato ha riportato la squadra gialloblù in Prima Categoria dopo tre stagioni in Promozione. Una maglia nera causata da molteplici fattori, che ora apre a nuovi scenari ai piedi del Torrazzo

Di Redazione | Martedì, 01 Maggio 2018 08:35

A cura di FF e Luca Bozzetti


Al termine delle Regular Season dei nostri campionati, il verdetto forse più sorprendente è quello dalla retrocessione diretta del Castelleone, tornato in Prima Categoria dopo tre stagioni in Promozione.

Dopo l'incredibile risultato dei playoff ottenuti da matricola e dopo aver sfiorato lo stesso traguardo per pochi punti nella scorsa stagione, l'ultimo posto di questo campionato è un tonfo rumoroso e doloroso, perché si tratta infatti di una retrocessione quanto mai inaspettata.

La compagine guidata da Oscar Miglioli, prima, e da Felice Rossi, poi, ha totalizzato soli 26 punti in 30 partite: meno di tutti nel Girone E di Promozione lombarda, arrivando a -3 dal penultimo posto del Casalmaiocco e da quello spareggio che avrebbe potuto decretare un finale di stagione decisamente diverso.

La maglia nera è frutto di un allineamento di molteplici fattori, tutti da analizzare, anche perché è difficile trovare un punto di svolta negativo assoluto del campionato.

Piuttosto si è assistita a una serie progressiva di situazioni che sono state provate a risolvere con risposte non immediatamente risolutive e che hanno anzi cambiato nuovamente gli equilibri: un ciclo che ha reso progressivamente più complicato porre rimedio al tutto, generando ulteriori preoccupazioni, in un vortice negativo che ha trascinato a fondo il Castelleone.

 

 

 

La rabbia e l'istinto potrebbero far cercare quei 3 punti in decisioni arbitrali quantomeno discutibili: certo, la rete annullata a Sacchi nella sfida interna con la Rivoltana ne è un esempio fin troppo chiaro, ma non è possibile additare le maggiori colpi ai fischietti, anzi.

Cocente la delusione anche per tante vittorie sfumate proprio in pieno recupero, a volte per carambole sfortunate, a volte per meriti altrui, ma al netto degli ultimi cinque minuti il Castelleone avrebbe almeno potuto giocarsi la salvezza ai playout.

Il dato principale rispetto alla scorsa stagione, però, è rappresentato dalla poca efficacia offensiva della squadra: il paragone tra i gol messi a segno dagli avanti gialloblù nel 2017/2018 e quelli messi a referto da Zega e dal Drago lo scorso campionato è più di un dato numerico, perché troppe volte la manovra castelleonese ha faticato a trovare punti di riferimento offensivi nei momenti di difficoltà delle partite, favorendo l'avanzata avversaria che ha messo in difficoltà centrocampo e difesa.

Prima di analizzare alcune criticità, è meglio partire dalle note liete, anche in una stagione nefasta.

Il gruppo gialloblù è forse una delle certezze di questa stagione: nonostante gli addii di Quaini, Gorlani e Dragoni siano stati i più significativi, sia a livello di personalità che a livello tecnico, la guida di Sangiovanni e Sacchi, Bellani e De Goes ha rappresentato una costante che ha mantenuto coesa la ciurma. Pur con i suoi problemi, la nave è affondata provando a lottare unita, restando a galla fino alla penultima remata stagionale.

E per risalire la china non mancano certo i ragazzi per farlo: verosimile e doveroso puntare forte sui giovani di proprietà quali Oldoni, Medaglia, Iacchetti, Freri e Gatti, che rappresenteranno il futuro del Castelleone, senza dimenticare le Bolzoni e Viviani (sempre, sempre positivo per quantità e qualità, NdD).

Da punto di vista tecnico, però, si è assistito a una sostituzione forse più matematica e che non accurata dei partenti.

 

 

 

Il testimone del portiere ora a Casalbuttano è infatti stato inizialmente raccolto da Tazzi: il vero valore dell'ex cremino si vedrà nella crescita dei prossimi anni, ma in una stagione così difficile ha pagato l'inesperienza e la giovane età, ma soprattutto il ko per infortunio. Solo nel finale di stagione si è passati a una scelta stabile tra i pali con il giovane Tonani, ma è doveroso discutere sulla scelta iniziale.
Forse, affidarsi a un numero uno Under e non a un Senior di esperienza e leader in campo, si è rivelato dannoso nel medio-lungo termine: in estate avevamo proprio evidenziato quante squadre di Promozione ed Eccellenza siano tornate ad affidarsi a portieri di esperienza, contrariamente a quanto accaduto non appena formalizzata la regola degli Under.

Certo, questa norma imponeva delle scelte, ma la direzione è stata quella di puntare su Ogliari in mezzo al campo e su Borsa in avanti: anche in questo caso, il senno di poi ha rivelato l'inefficacia delle operazioni gialloblù. Poco incisivi con mister Miglioli, che per loro ha dovuto cambiare molto del Castelleone arrivato sino ai playoff, addirittura giunti ai saluti con mister Rossi.

Con la valigia in mano prima della sosta anche i giovani Dieng, classe '97 dalle doti fisiche superlative e dal potenziale immenso, e Panepinto: il classe 1995 è stato autore di 4 gol da settembre a dicembre e avrebbe certamente potuto essere un'utile arma per il girone di ritorno. 

Questi i movimenti in uscita a dicembre, segno tangibile di una vera e propria rivoluzione messa in atto dalla dirigenza castelleonese, che nel frattempo aveva sollevato dall'incarico mister Miglioli, sperando di scuotere l'ambiente. La scelta ha portato alcuni punti nel brevissimo termine, ma nel lungo periodo si è rivelata non felice, anche perché proprio dopo l'esonero di Miglioli sono arrivati a Castelleone quei ragazzi che il tecnico avrebbe potuto far crescere al meglio.

Gli innesti di Cipelletti, Elhaddad e Tonani, uniti al ritorno di De Goes, hanno innalzato qualitativamente la squadra e le hanno permesso di lottare fino a maggio, anche se altrettanto non si può dire di Carioni e Marrone: i due ex Luisiana sono stati inizialmente utilizzati con frequenza da mister Rossi, finendo poi per essere relegati in panchina. Il tecnico lodigiano ha varato diversi sistemi di gioco, trovando una quadratura quando ormai la matematica stava incombendo sul Castelleone. Certo, basti confrontare le formazioni titolari del Castelleone contro il Romanengo (maglia blu nella gara d'andata, maglia gialloblù nel ritorno), per accorgersi dei cambiamenti e immaginare le difficoltà nel riassemblare una squadra, soprattutto in caduta...

 

 

Posto che era lecito aspettarsi delle difficoltà in un anno di transizione come questo, l'incoerenza principale è forse nel fatto che a inizio stagione, con un tecnico in grado di valorizzare al meglio i giovani e in grado di conquistare il Premio Giovani per due anni di fila, siano arrivati alla corte di mister Miglioli molti Senior in ruoli chiave del campo.

Al contrario, dopo l'insediamento di un tecnico come mister Rossi, da anni specializzato nella gestione di gruppi anche con età medie alte, siano arrivati tanti giovani di qualità, ma più facilmente inseribili in uno scenario come quello delle scorse stagioni (in cui si volava letteralmente sulle ali dell'entusiasmo), che non in un campionato dalle mille difficoltà e in una fase così delicata come quella finale, in cui ogni punto pesa come un macigno e in cui la scaltrezza dei vecchi lupi di mare e l'affidabilità dei senatori rappresentano ancore di salvezza.

Il valore dei singoli di questa squadra non è mai stato meritevole dell'ultimo posto, ma non per questo le colpe sono da additare ai giocatori: anche se alcuni hanno reso al di sotto delle aspettative, il verdetto del campo è frutto di una discesa di congiunta di squadra e ambiente.

A bocce ferme, una sana analisi e una autocritica costruttiva sono le armi su cui costruire e una risalita che l'ambiente gialloblù pare determinato a ottenere al più presto, anche se ora il rischio più grande è quello di surriscaldare improvvisamente un motore giù di giri: servirà un'accelerazione costante, che porti all'aumento di velocità necessario per sprintare in Promozione.

Le riflessioni sulla nuova stagione stanno già prendendo atto, a partire dalla guida tecnica: quale sarà il nome giusto per una squadra che punta a tornare subito in Promozione con un mix di senatori vogliosi di rivalsa, giovani affamati e qualche innesto di categoria?

Mentre già si parla di un possibile ritorno di Dragoni, lo scenario in casa gialloblù è in continuo divenire, per tornare più forti di... Prima.

 

Tiramisù