RUBRICHE. È sempre Carminator: “Ogni gol è un’emozione nuova”

Il centravanti passato nel mercato invernale dal Crema 1908 al Breno torna a parlare delle proprie esperienze in carriera: nuovi obiettivi, aneddoti e un profondo legame con la sua terra

Di Redazione | Venerdì, 04 Maggio 2018 10:12

A cura di Luca Bozzetti


Carmine Marrazzo, professione bomber, è un personaggio che di comune ha ben poco.

La classe 1982 ha già di per sé qualcosa di speciale, che Carmine ha trasformato in gol e vittorie: 250 reti in carriera non arrivano per caso.

L’attaccante che ha trascinato a suon di gol il Crema 1908 in Serie D è passato al Breno in Eccellenza durante il mercato invernale, aggiungendo un’altra puntina sulla mappa dei posti visitati e vissuti in Italia.

Il suo viaggio è iniziato da due città che sono sempre state fondamentali nella sua vita, Salerno e San Marzano: “Ho iniziato a giocare a calcio in cortile, senza tecnologia né altro: è stato un vero colpo di fulmine”. Una passione cresciuta sui campetti vicino casa, ma anche da supporter della Salernitana: “Io e i miei amici eravamo dei veri e propri ultras: seguivamo i granata anche in trasferta”.

Da tifoso bollente a bomber la metamorfosi è avvenuta sul campo, a suon di gol: i giovani attaccanti possono ispirarsi a Carmine Marrazzo?

Il centravanti dei camuni sorride e risponde con umiltà: “A livello tecnico ci sono altri giocatori in arrivati molto più in alto di me… (ride) Se invece i giovani bomber hanno la voglia di fare gol, beh, allora sì!”.

La carta d’identità del numero 9 del Breno dice anche professione bomber anche se all’inizio non fu così. “Da piccolo giocavo da mezzala, poi sono stato spostato sulla fascia ed infine a fare il centravanti: ho giocato in molte posizioni del campo e questo mi ha aiutato molto”.

Una vera fortuna per tutte le squadre in cui ha militato: l'arrivo nella Primavera della Fiorentina e la possibilità di allenarsi con i Viola di Chiesa, Rui Costa e campioni stellari gli ha insegnato tanto, anche se forse c'è qualche rimpianto: "Forse lì avrei potuto dare qualcosa in più, ma con il senno di poi avrei dovuto sentirmi meno arrivato".
Nel 2003 il suo arrivo dalla Paganese al Rodengo Saiano. Il territorio Bresciano, dove si sarebbe poi consacrato, è presto diventato casa sua, facendo riecheggiare il suo nome in tutta la Lombardia e non solo.
Marcature record in grado di portare a riconoscimenti e trofei vinti: spiccano tre promozioni dalla Serie D all'Eccellenza, tre promozioni dalla Serie D alla Lega Pro ed uno speciale titolo di campione europeo per nazioni non riconosciute, conquistato con la Selezione Padana.

 

 

Ovunque sia stato, una costante è stata rappresentata dal tanto affetto ricevuto in tutte piazze in cui ha indossato il numero 9.

Già perché il gol, nella carriera di Carmine, è stato un amico che non lo ha mai abbandonato: “Fin da piccolo ho scelto la strada del calcio: proprio come quando nei temi scrivi che vuoi fare il calciatore… Ecco, io volevo davvero arrivare qui e farne la mia professione”.

“Vivere per il gol è la filosofia di ogni centravanti, ma ogni volta che segno l’emozione è sempre nuova, come se avessi fatto il primo centro in carriera”.

Un’emozione che il centravanti di Nocera ha vissuto in diverse piazze al Nord: i ricordi più recenti e più importanti sono quelli di Varese, Piacenza e Crema: “Tre piazze dove ho giocato e vinto da protagonista: sarò per sempre legato a ognuna di queste società, allo staff e ai compagni. Non ti nascondo che ancora adesso chiudo gli occhi e sogno i momenti più belli e importanti”.

Dopo aver portato il Crema in D, a dicembre Carmine ha sentito il bisogno di un’altra impresa e allora ecco Breno: “Il prossimi obiettivi sono il Breno in Serie D, Marrazzo capocannoniere e poi al mondiale con la nazionale padana”.

Tanti gol, tante esultanze e degli obiettivi sempre molto chiari, ma la “tripletta più bella” come la chiama il bomber sono i suoi tre bambini, un maschietto di 9 anni e due gemellini, un maschio e una femmina.

Super Bomber e Super Papà che per i suoi due maschietti ha un consiglio: “Se sceglieranno il calcio, potranno fare scelte giuste e altre meno giuste, ma voglio che seguano sempre il proprio cuore”.

Proprio come ha fatto papà.

 

Tiramisù